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Siegerschau Kassel 2013. I motivi di una scelta.

Circo BarnumNe abbiamo discusso a lungo, dopo aver deciso di non partire per Kassel, se fosse o meno il caso di fare l'abbonamento a SV-Media e seguire tramite computer la Siegerschau in modo da aggiornare i nostri lettori in tempo reale, così come abbiamo fatto lo scorso anno.

Alla fine abbiamo deciso che, questa volta, non avremmo fornito ai nostri lettori il solito, puntuale, servizio sul campionato di allevamento tedesco.

Sono ormai molti anni che scriviamo e denunciamo le problematiche che affliggono il mondo del pastore tedesco, sia in Italia che in Germania. Editoriali, articoli, considerazioni, impressioni sulle gare e sui campionati. Commercio, filosofia e politica. Ormai il mondo del pastore tedesco è questo. Business, competizione, nessuna attenzione per il cane, per la razza, per la salute e il carattere..e nemmeno rispetto dello standard per quanto riguarda l'aspetto morfologico.

Ogni anno, però, raccontiamo su questo sito quanto accade alla Siegerschau, pubblichiamo i punteggi degli attacchi, le classifiche, le foto. Eppure sappiamo che è tutto un circo, dove agli appassionati è riservato un posto da comparse e gli attori principali (giudici e allevatori di fama) hanno ormai sacrificato sull' altare del commercio ogni passione. I soci SV tedeschi, quelli che frequentano le sezioni (Ortsgruppen) e possiedono una cultura cinofila media superiore alla nostra, hanno praticamente smesso di partecipare alle esposizioni, lasciandole ai professionisti del settore e agli appassionati stranieri che coltivano ancora il mito del “ho fatto un risultato in Germania”. Ma la protesta, in Germania, è seria. Esiste un gruppo di soci, con tanto di sito internet (www.initiativgruppe-sv.de) che sta controllando le prove di brevetto e che denuncia ogni irregolarità. Hanno creato una sorta di task-force, ottenendo dei primi risultati, tanto che i brevetti “su carta” si sono spostati oltre confine, in Polonia e Repubblica Ceca (e ci hanno segnalato la prova WUSV che avrebbe dovuto tenersi in Italia il 16 agosto proprio temendo si collocasse in questo filone)

Già, i brevetti...I tedeschi che lavorano i propri cani riescono ancora a indignarsi se vedono le Prüfungmanipulationen e le denunciano. Gli italiani onesti, invece, presentano i loro cani e si voltano dall'altra parte, salvo poi lamentarsi perché il loro cane ha ottenuto un punteggio più basso di quello del cane che, pur avendo trascorso sul campo di gara tutta la giornata, non sono riusciti a vedere...A denunciare non pensano nemmeno, non è nel nostro DNA...vuoi per quieto vivere, vuoi per amicizia, vuoi perché «tanto non cambierebbe nulla», vuoi perché........ « un domani, anche a me potrebbe servire un brevetto “facile”.»

Ci pare di sentire la voce di chi ci accusa di essere i soliti denigratori di un ambiente che è anche fatto da persone perbene, piene di passione per il loro cani. E' vero, esistono ancora alcune persone di questo tipo. Quelli che, in questi giorni, sono a Kassel a presentare i loro cani magari in classe lavoro, orgogliosi del loro Eccellente e dell' aver superato gli attacchi. Forse loro meriterebbero, come lo scorso anno (e come scritto in diverse occasioni) una menzione speciale. Vanno messi in evidenza i loro nomi e il loro resistere a prescindere dallo schifo che ruota loro intorno. Queste persone considerano i loro cani come componenti della famiglia, non li venderebbero, non userebbero doping per renderli più performanti in gara, non accetterebbero compromessi con il potente di turno per ottenere un piazzamento. Poi ci sono anche allevatori che i cani sì li vendono, ma sono coscienziosi e pensano al bene della razza, selezionando soggetti sani e di buon carattere, senza ricorrere a trucchi e tarocchi. Quelli che, con un buon cane, se aspirano a un valido risultato, devono valutare di vendere il proprio soggetto o infilarsi in una pericolosa comproprietà con i potenti di turno. Poi ci sono gli altri, quelli che “vorrebbero essere come i potenti di turno”. Ci sono i ricchi, di nazionalità varie. Quelli che di cani poco capiscono ma che, con il loro denaro, determinano piazzamenti e persino le derive morfologiche dei cosiddetti “moderni” pt. E ci sono i potenti. Ormai con i capelli bianchi (o pochi capelli), con tutta la loro grande abilità di handler menomata dall'adipe e dall'età. Qualcuno ha al suo seguito qualche giovane delfino che, essendo cresciuto con i loro insegnamenti, li costringe a guardarsi costantemente le spalle. Altri hanno portato sulla loro strada i figli. Altri ancora stanno a metà, tra l'indignato e il complice.

Ha ancora senso fare parte di questo circo? Non sarebbe forse ora che le persone per bene, quelle che ancora vivono per il cane e con il cane, decidessero di non accettare più un mondo dove l'agonismo e il commercio dominano su tutto?

E' sufficiente dire: “io non c'entro, certe cose non le faccio né le farò mai” ?

E' giusto pensare che il proprio modo di stare nella cinofilia, lavorando con i cani, allevando seriamente e cimentandosi comunque nelle competizioni sia una soluzione migliore rispetto al costringersi a uno sterile aventino ?

Noi, oggi, crediamo che lo stare fuori o stare dentro ma lottando con forza (come stanno facendo i tedeschi di INI SV) siano le uniche soluzioni possibili.

La forza dei commercianti di cani (chiamiamoli per una volta con il loro vero nome, questi presunti tecnici competenti) è data anche e soprattutto dai numeri e legittimata dalla partecipazione degli appassionati.

La forza politica dei commercianti di cani o dei loro amici è data dal fatto di possedere una grande arma sugli appassionati. Quella del ricatto. Se non accettano le loro regole, sono costretti a rinunciare alla loro passione. Così, per non perdere il giocattolo, tutti allineati.

Per questo, per provare a farvi riflettere, questa Siegerschau 2013 non troverà spazio su queste pagine.

Probabilmente non saranno in molti a capire, specie tra i soci SAS, che accettano supinamente soprusi, sospensioni e abusi senza battere ciglio, che si lamentano dell'esclusività del circolo degli eletti e poi cercano di entrare a farne parte, che sognano il grande risultato alla Siegerschau e poi raccontano che i risultati sono tutti falsati, frutto di accordi, che si indignano per il doping e i trucchi e poi, di fronte a un loro cane che può ottenere l'agognato risultato, non esitano a affidarlo al preparatore di turno, fingendo di non vedere la velocità con la quale il cane ottiene il brevetto, l' improvviso sviluppo della sua massa muscolare o la sua sfrenata voglia di ring che ha sostituito l'apatia precedente. Meglio fingere di non sapere, n'est ce pas?

Daniela Dondero e Leandro Falaschetti, 30 agosto 2013.

 

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