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backTrofeo Walter Gorrieri 2010. Considerazioni Sparse.

Prima di ogni altra dissertazione in merito alla manifestazione, ritengo doveroso commentare in due righe un fatto a margine e marginale che comunque non aiuta in nessun modo a mantenere serenità nell'ambiente.
In mattinata è circolata una voce che voleva la prova dei futuri allievi giudici un po' più difficoltosa per una non completa analisi nelle ferme di tutti i soggetti e una susseguente richiesta a fare una classifica nelle classi comprensiva dei soggetti non visti nella ferma.

Fermo restando che noi le voci siamo soliti verificarle, sono andato da un giudice e ho chiesto chiarimenti.
Il giudice in questione, pur non negando il fatto, ha comunque ribadito il più completo e cristallino iter che, passando per più mani, non avrebbe potuto in alcun modo essere pilotato.

Ritenendo più che valida la spiegazione del giudice, ribadita a manifestazione terminata in presenza di altri giudici e soci, tengo a puntualizzare che, per quanto noi siamo fastidiosamente pignoli e puntuali, non ci presteremo mai a fomentare polemiche se non intimamente convinti della loro validità.
Ogni “voce”, “pettegolezzo” o “voce di capo” che ci dovesse giungere sarà sempre da noi vagliata con più fonti.
Tanto dovevo al giudice e alla manifestazione tutta.

Leandro Falaschetti, 3 giugno 2010

  • Le cifre.

    153 cani presentati per questo 29° Trofeo Walter Gorrieri, svoltosi nella bella cornice del Parco Ferrari di Modena. Numeri sostanzialmente analoghi a quelli degli ultimi anni (una ventina di cani in più nel 2009, lo stesso numero nel 2008, con analogie anche nella distribuzione delle classi). Di diverso rispetto agli altri anni c'è che il Gorrieri perde il primato della manifestazione con il maggior numero di cani presentati, primato che, quest'anno (penso ormai in maniera definitiva a meno di clamorose sorprese) va al Raduno organizzato l'11 aprile dalle sezioni SAS Perugia e SAS Terni (157 cani presentati). Circa il 36% dei cani iscritti a catalogo (239 più pensiamo un paio di soggetti in aggiunta) non è stato presentato, con punte più alte nelle due classi lavoro e nella giovanissime femmine. Molto alto il numero dei cani iscritti (42) e presentati (28) nella classe lavoro maschi. Considerando il calo massiccio di iscrizioni e di cani presentati nei raduni tedeschi quest'anno, i raduni SAS stanno “tenendo” abbastanza. Anche il Trofeo Walter Gorrieri era una data valida per la partecipazione al Torneo di Allevamento (al pari di Vimercate, Perugia, Lamezia e Valdinievole). Nella norma i cani visti in ring a questo raduno sono gli stessi soggetti già presentati nei principali appuntamenti di questo primo semestre della stagione agonistica. Pochissime le novità, vale a dire i cani che hanno fatto il loro esordio al Gorrieri (in questo momento ci viene in mente solo Betty di Casa Luca in adulte femmine).
  • “Il vero problema di Palermo? Il Traffico!”

    Da una mitica scena tratta dal film Johnny Stecchino lo spunto per un commento a questo Gorrieri.
    La sensazione che abbiamo provato è proprio quella di uno scollamento tra la nostra percezione della realtà e quella della maggioranza degli espositori ed appassionati.
    Si fa un gran parlare e discutere, oggi, di taglie e di correttezze di posteriore. Si fa un gran parlare di migliorata qualità dei nostri soggetti e si esaltano le sorti magnifiche e progressive dell'allevamento attuale.
    A noi sembra, tanto per cominciare, che, a fronte di una probabilmente migliorata qualità media, non ci siano più soggetti eclatanti, quelli che, anche quando si vedono al guinzaglio di uno sconosciuto mentre stanno annusando a terra pronti ad espletare le loro funzioni corporali, fanno girare la testa e dire: “mamma che bel cane !”.
    E soprattutto a noi sembra ci sia, nel nostro allevamento, un problema realmente grave e del tutto ignorato: quello del carattere. A questo Gorrieri tanti, troppi soggetti hanno evidenziato mancanza di temperamento o di tempra e, facendo anche tutti i distinguo del caso (soggetti giovani, poco preparati, vissuti esclusivamente a box e ring, gestiti da proprietari inesperti, ecc) la sensazione è che il carattere del nostro pastore tedesco si stia sempre più perdendo. Anche guardando le classi adulti e giovani, quelle composte dai cani già in possesso di prove di lavoro e sicuramente abituati al ring ed allenati, la sensazione rimane. E' vero che la sola esecuzione della prova al fuss senza guinzaglio può non voler dire molto (dipendendo in buona misura anche dal lavoro di preparazione), ma di cani con sguardo attento, sveglio, sicuro di sé, pieno di vita, se ne vedono davvero troppo pochi. Citiamo su tutti due soggetti della classe lavoro (poi ci saranno considerazioni più approfondite sui singoli soggetti nell'analisi delle classi): Ken dei Monti della Laga, osservato al platz in attesa della presentazione da fermo, tranquillissimo, con il guinzaglio che era una mera proforma e Gilda di Casa Mary il cui proprietario, al termine della prova al fuss, si è fermato, avviandosi al passo verso il centro del ring per far bere la cagna, il tutto senza bisogno di rimettere il guinzaglio.
    L'impressione che abbiamo, e per questo abbiamo citato Benigni, è che la stragrande maggioranza degli espositori non consideri prioritario l'aspetto caratteriale o, il che forse è anche peggio, l'ignoranza sulle questioni caratteriali sia tale che erroneamente si attribuiscono doti a cani caratterialmente mediocri, nervosi, privi di tempra. Insomma, il carattere non solo non ha grande importanza nelle scelte allevatoriali, ma nemmeno si è in grado di valutare correttamente i cani che ci troviamo di fronte. Un compito che spetterebbe ai giudici (anche e soprattutto a quelli del settore addestramento) e alla società di razza, che dovrebbe insegnare agli allevatori a conoscere gli impulsi caratteriali allo stesso modo in cui insegna a riconoscere omeri, groppe, corrette proporzioni. Pur se verrebbe da dire, oggi, che l'insegnamento, anche sullo standard morfologico, sembra non andare oltre l'identificare il “tipo” con la presenza di colori accesi ed ottima tessitura di pelo, visto che errori ed equivoci sull'interpretazione dello standard sono troppo spesso giustificati dal gradimento estetico.
  • Deutschland...Deutschland uber alles.... (Ridateci i nostri giudici italiani, grazie).

    Lo abbiamo già scritto altre volte. Vedere i giudici tedeschi all'opera scatena in noi degli attacchi di xenofobia.
    Gazzetta e Musolino vincono il confronto con i blasonati Meyer e Bosl in modo nettissimo. Se consideriamo anche quanto fatto da Scheerer a Vimercate, il quadro dell'operato dei giudici tedeschi quando vengono in Italia per i nostri raduni non è certo confortante. Soprattutto non è confortante pensare che li ritroveremo al Campionato italiano. Per usare una parola sola, che escluda la malafede e l'incompetenza, potremmo definirli “confusi”. Forse il clima italico, forse la mancanza di conoscenza del nostro allevamento (!?!), di sicuro il loro operato risulta difficilmente comprensibile e del tutto privo di una qualsiasi logica. Perchè si possono o meno condivire le scelte fatte da un giudice in ring, ma almeno dovrebbe esservi una coerenza nei giudizi, cosa che, in tutta sincerità, facciamo fatica a vedere. Poi spiegheremo meglio il nostro pensiero analizzando, nei dettagli, le varie classi. L'unica nota positiva che riusciamo ad intravedere (se di nota positiva si può parlare) è che, quando sono i tedeschi a giudicare, scatta negli espositori una sorta di sudditanza psicologica, per cui vengono meno critiche feroci. Se le stesse scelte venissero operate da giudici italiani, i commenti a bordo ring certo si farebbero aspri ed accesi.
  • Over settanta Fan Club.

    Controcorrente, visto che anche a Lamezia si è parlato, in termini positivi, della possibilità di estendere il regolamento che vieta ai giudici che abbiano superato i settant'anni di giudicare, siamo degli accaniti sostenitori dei nostri giudici over 70. Al Gorrieri abbiamo visto un lucidissimo (e preparatissimo) Luigi Mantellini nella commissione d'esame per gli aspiranti allievi giudici (a proposito: come mai era assente il Responsabile Allevamento Luigi Noto, anche lui nominato nella commissione?) ed assistito personalmente ad una scena che ha coinvolto il Responsabile dell'Allevamento tedesco, Reinhardt Meyer e Salvatore Capetti.
    Meyer, seduto all'interno del ring delle ferme, ha visto Capetti a bordo ring e si è letteralmente precipitato a salutarlo.
    Al commento di Capetti che gli ha detto (tramite estemporanea nostra traduzione) : “dovrei essere io a venire a salutarla”, Meyer ha risposto: “no, è doveroso per me venire a salutarla, perchè lei è un senior dei giudici”.
    “Senior per via dell'età”-ha commentato Capetti. “No, senior per l'autorevolezza e la competenza in ring.” -ha risposto Meyer.
    Che dire, il nostro Fan Club annovera forse pochi iscritti, ma di sicuro il Responsabile dell'Allevamento mondiale e, altrettanto sicuramente, vista la considerazione più volte espressa, anche il Presidente SAS Luciano Musolino.
    A noi, che siamo anche personalmente affezionati a questi Signori (con doverosa S maiuscola, nonostante alcune piccole debolezze caratteriali), fa sempre molto piacere discutere con loro di questioni zootecniche, trovando un comune sentire che, senza presunzione, nasce da un grandissimo e sviscerato amore per il pastore tedesco.
  • I soci Giovani (usiamo il termine Giovani piuttosto che Juniores, visto che tutte le iniziative SAS per i ragazzi prevedono la possibilità di partecipazione anche per i soci ordinari di età compresa tra i 18 e i 21 anni).

    Olimpio Ciciriello, Responsabile del settore giovanile per la Regione Puglia ha ripetutamente ricordato al microfono che, il sabato e la domenica successivi al Gorrieri si sarebbe svolto il primo Stage per i Giovani soci SAS. (per inciso, lo Stage è stato molto interessante e, nonostante la poco felice concomitanza con un raduno sezionale in Campagna, anche molto partecipato). Qualcosa si sta muovendo, anche se i ragazzi che frequentano i raduni e le prove sono ancora troppo pochi, specie quelli che non sono “figli d'arte”. Noi di Da Hecktor a Rex, quando ci è possibile, cerchiamo sempre di citare i nomi dei ragazzi, perchè confidiamo nel fatto che se questa SAS deve cambiare può solo sperare nell'entusiasmo e nella passione genuina dei ragazzi.
    A questo Gorrieri presenti, nella veste di conduttori e/o chiamatori (ci scusiamo nel caso ci fosse qualche giovane nella classe giovanissime a cui non abbiamo assistito) : Rosario Carrubba, che si è tolto la soddisfazione di presentare il vincitore della classe lavoro maschi, Gianluca Petriccione come consueto attento presentatore in classe giovani femmine, Manuel Prezioso che ha condotto, al solito con professionalità ma anche con la capacità di divertirsi, un cane in giovanissimi maschi, Flaviano Messina che, in preda alla più totale emozione, ha portato alla vittoria Zico delle Cinque Ville in classe giovanissimi maschi, Silvia Lucchese che ha chiamato la sua Panna delle Tamerici Salmastre in giovani femmine e, su tutti, Monica Prezioso, 10 anni, che ha debuttato in ring conducendo un'adulta femmina, Emanuel Prezioso. Monica, sorella di Manuel che ne ha seguito la presentazione da fermo prodigo di consigli e con una particolare e bellissima attenzione da fratello maggiore, ha condotto una gara davvero esemplare. Al di là della retorica (e non me ne voglia Manuel, di solito conduttore di Emanuel negli altri raduni e al Campionato) crediamo di non aver mai visto la cagna così bella e distesa come in questa occasione. E il sorriso di Monica durante le fasi della gara (sorriso che è lo stesso più volte immortalato nei reportage dei raduni, di Manuel) dovrebbe essere il manifesto di una SAS che voglia riprendersi una corretta dimensione, lontana dai giochi di potere, dalle lotte per i piazzamenti, da isteriche rivalse, dalla gente che dà buoni consigli di deandreiana memoria.

Daniela Dondero e Leandro Falaschetti, 8 giugno 2010

antonella-niccolini monica-prezioso
Il cane più simpatico visto alla manifestazione (non in gara)              Monica Prezioso con Emanuel Prezioso.

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Il giudice Luigi Mantellini osserva con attenzione i cani in ring        Scambi di vedute a bordo ring: Salvatore Capetti e Leandro Falaschetti

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Il giudice Erich Bösl                                                                                 Il Responsabile dell'Allevamento tedesco Reinhardt Meyer